Quando siamo stati a Londra una sera abbiamo intrapreso il nostro personalissimo pellegrinaggio.
In quattro ci siamo staccati dal gruppo e siamo scesi giù nella metropolitana per dirigerci verso sud-ovest.
Una volta usciti fuori era già buio e davanti a noi un immenso stradone poco trafficato per il quale però le poche macchine sfrecciavano rumorosamente.
- ” Guarda laggiù in fondo, quelle case là sì, quello è You can crush us You can bruise us but you’ll have to answer to, ooooh guns of Brixton“.
Canticchio stonato i Clash.
Ma no, non è quella la nostra meta e poi non è il caso che a quest’ora quattro fessacchiotti bianchi, quanto più lontani si possa essere dall’attitudine punk, vadano a visitare Brixton.
La meta del nostro pellegrinaggio sta là oltre lo stradone.
C’eravamo preparati ascoltando Pigs on the Wing. Davanti a noi maestosa nella sua bellezza di mattoni rossi si erge la Battersea Power Station.
Siamo dentro la copertina di Animals.
E’ bellissima.
Una cosa così, ai miei, ai nostri occhi non ha nulla da invidiare a una cattedrale o a qualche altra struttura classica.
Sarà che siamo tutti un po’ dei romantici-futuristi.
Poggiamo la macchina fotografica con l’autoscatto sulla transenna da un lato della strada
e corriamo veloci schivando le auto a metterci in posa dall’altro lato con la nostra cattedrale dietro di noi.
L’aria fredda e umida ci scompiglia i capelli. Abbiamo facce serie in quelle foto.
Facce di circostanza. E’ una cazzo di occasione formale questa.
Le ho stampate quelle foto.
Io sto là, serio e felice con il mio cappotto lungo e la spilletta dell’Union Jack appuntata al bavero.
Guardando in cielo sono convinto di aver visto un maiale volare.
La Battersea Power Station sarà abbattuta per costruire una struttura ospitante milleduecento uffici













