Polaroid scattate in un paio di città al di là del Rubicone
* Piazza Verdi. Da un lato i signori attendevano di entrare al Teatro dell’Opera e dall’altro lato, a pochi metri i punkabbestia sfatti di vino dormivano per terra: Bologna siori e siore.
* Mangiare del pane e mortadella presi da Tamburini
* La pianura padana vista dal finestrino di un treno per Forlì. Grigioverdegrigioverdegrigio.
* Padre Marella! (e i suoi stramboidi di Piazza Maggiore)
* Il gelato di Grom che però stavolta mi è sembrato meno buono. Insomma saran stati i gusti, sarà stato che non è più una scoperta.
* Il mio vicino di posto in aereo, un signore del tutto simile a Eric Priebke (io sono certo fosse lui), che all’atterraggio, in modo quasi commovente ha cercato stancamente di applaudire, con mio sommo sbigottimento.
Polaroid scattate in un paio di città al di qua del Rubicone
* Io, io che attendevo in quella piazza quando quel ragazzo con la moto mi si ferma davanti mi guarda un po’ e mi dice : ” se ti dicessi sei un figo della madonna lo faresti un giro con me?”.
Io il giro con lui non l’ho fatto però poi insomma pensavo che avrei potuto farlo, fammi offrire da bere, farmi riaccompagnare a casa e non darglielo. Che son mica uno facile io.
* E’ quasi l’alba,quasi. Cammino da solo mentre il cielo è al limite dell’iniziare lo schiarimento finale.
Mi fermano due ragazze francesi. Una è bionda, ha una mezza sigaretta spenta tra le labbra. Mentre mi inizia a parlare io penso al Pomata di Febbre da Cavallo, e vabbè.
Mi indica la sua amica, mora, lunga coda di capelli: ” Secondo te la mia amica è carina? Lei dice che è brutta secondo te com’è la mia amica? E io?”
* Sono le cinque e mezza del mattino mi si ferma davanti all’improvviso una vecchia Fiat. Il finestrino scende lento e a scatti tirato giù con la manovella. Il guidatore sporge un po’ la testa e con fare disperato mi dice ” Son du volte che lo chieemo e quell non mi rispoounde! Maledizzioune!” Quindi riparte sgommando.
* Io che camminando penso quanto amo la notte quando si asciuga e lascia sul campo i suoi residuati umani.
* Il mio primo bagno a mare della stagione. Ore otto di sera di un sabato di inizio maggio. Compreso di pallone Wilson che, dopo essere stato un anno nel mio bagagliaio vicino la mazza da baseball, fa in tempo a finire in acqua dopo 30 secondi e una forte corrente da terra lo fa diventare un minuscolo puntino diretto in Albania. Magari torna l’anno prossimo. Laureato.
* La mia prima foratura di una ruota. Cosa che, da vero uomo, risolvo in sole due ore, di cui circa una e mezza impiegate a capire come diavolo si montasse il triangolo.
* ” Vuoi succhiarmi le tette?” (ok, non è successo nulla di simile, è solo che ho visto This is the England)



